Nel comparto delle costruzioni, le strutture edilizie richiedono oggi soluzioni capaci di rispondere a requisiti sempre più stringenti in termini di durabilità, sicurezza e sostenibilità. In questo scenario, i Sistemi Impermeabilizzanti Liquidi stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante, grazie alla loro versatilità applicativa, alla capacità di adattarsi a contesti differenti e al livello di innovazione tecnologica che li caratterizza.
La loro diffusione è legata non solo alle prestazioni tecniche, ma anche alla possibilità di intervenire su superfici complesse, geometrie articolate e stratigrafie esistenti, contribuendo a una gestione più efficiente dell’intero sistema di copertura o dell’elemento da proteggere.
Con l’obiettivo di promuovere una maggiore cultura tecnica su questi prodotti, nel 2023 è nato in Italia Gruppo PML, Gruppo Produttori Membrane Liquide. Il gruppo riunisce le principali e più importanti aziende italiane produttrici di impermeabilizzanti liquidi e si propone come riferimento tecnico-culturale a livello nazionale per il settore.
L’attività di Gruppo PML si fonda su innovazione, condivisione, competenza e qualità. La finalità è contribuire al miglioramento delle fasi di progettazione, applicazione e distribuzione dei sistemi impermeabilizzanti liquidi in Italia, supportando professionisti e operatori attraverso formazione qualificata, competenze tecniche e promozione di un utilizzo consapevole di questi sistemi.
In questo modo, Gruppo PML intende valorizzare l’identità di un’intera categoria di prodotti, quella dei Sistemi Impermeabilizzanti Liquidi, contribuendo alla costruzione di un mercato orientato alla qualità.
Sistema Impermeabilizzante Liquido: definizione e caratteristiche
Secondo la UNI 11928-1, punto 3.5, un prodotto impermeabilizzante liquido è un materiale mono o multicomponente che viene applicato in uno o più strati uniformi.
L’applicazione delle quantità di prodotto predeterminate, necessarie per ottenere gli spessori corretti, consente la formazione di uno strato impermeabile continuo. Tale strato ha la funzione di conferire al sistema di copertura, anche nella sua complessità geometrica e nei dettagli, la tenuta all’acqua meteorica o di irrigazione, anche in presenza di battenti definiti, come richiamato dal punto 5.5.1 della UNI 8178-2.
I principali vantaggi dei sistemi impermeabilizzanti liquidi
La scelta di un sistema liquido può offrire numerosi benefici, sia dal punto di vista progettuale sia in fase applicativa e manutentiva.
Continuità dello strato e gestione dei punti critici
Uno dei principali vantaggi dei sistemi liquidi è l’assenza di giunzioni e sovrapposizioni. Questa caratteristica li rende particolarmente indicati per superfici irregolari, geometrie complesse o aree difficilmente accessibili, dove la gestione dei dettagli rappresenta un aspetto fondamentale.
La continuità dello strato impermeabilizzante permette di affrontare in modo più efficace i punti critici della copertura o della superficie da proteggere. Inoltre, la possibilità di applicazione anche a spruzzo consente di intervenire con maggiore rapidità su superfici ampie, contribuendo all’ottimizzazione dei tempi di posa in opera.
Maggiore sicurezza durante l’applicazione
I sistemi impermeabilizzanti liquidi vengono applicati senza l’impiego di fiamme libere, normalmente utilizzate nella posa di manti bituminosi preformati. Questo aspetto contribuisce a ridurre il rischio di incendio, soprattutto quando si opera su supporti sensibili al calore.
Manutenzione e rinnovo dello strato impermeabile
Un ulteriore elemento distintivo è la possibilità di applicare questi sistemi sulla stratigrafia esistente. Questo permette di contenere tempi, costi e produzione di rifiuti, riducendo di conseguenza anche l’impatto ambientale dell’intervento.
In presenza di manti bituminosi obsoleti, i sistemi liquidi possono consentirne il recupero mediante applicazione direttamente in adesione, senza dover necessariamente procedere alla rimozione preventiva degli stessi.
Soluzioni per applicazioni specializzate
I sistemi impermeabilizzanti liquidi si prestano alla realizzazione di impermeabilizzazioni per coperture Cool Roof, Broof, Green Roof e carrabili. Possono inoltre contribuire alla valorizzazione estetica della superficie, grazie all’impiego di prodotti colorati, resistenti ai raggi UV e in grado di conferire allo strato differenti livelli di grip.
Possibilità di incollaggio diretto della pavimentazione
In balconi, terrazze e aree umide, i sistemi liquidi permettono di realizzare l’impermeabilizzazione prevedendo anche l’incollaggio diretto delle piastrellature in ceramica.
Tecnologie disponibili e ambiti di utilizzo
La possibilità di scegliere tra diverse tecnologie rappresenta uno dei punti di forza dei sistemi impermeabilizzanti liquidi. La selezione della soluzione più idonea dipende dallo specifico scenario applicativo e dalle prestazioni richieste.
Le principali famiglie e tecnologie comprendono:
- Bituminosi, emulsioni o soluzioni bituminose modificate
- Cementizi polimerici, costituiti da una miscela di cemento e resine, acriliche o lattice
- Dispersioni/emulsioni elastomeriche, basate su una selezione di polimeri dispersi in acqua o solvente
- Epossidici, resine reattive con indurenti amminici o anidridici
- PMMA, sistemi a reazione rapida catalizzati con perossidi
- Poliurea, ottenuta dalla reazione tra isocianati e ammine, con rapidissima reticolazione
- Poliuretanici a freddo, mono o bicomponenti basati su polioli/isocianati
- Siliconici/silani-silanici ibridi, polimeri silyl-terminated
Destinazioni d’uso dei Sistemi Impermeabilizzanti Liquidi
I sistemi impermeabilizzanti liquidi possono essere impiegati in diversi contesti applicativi. Tra le principali destinazioni d’uso rientrano:
- Coperture continue, sia tetti piani sia tetti inclinati
- Terrazze, balconi e aree umide
- Opere idrauliche e interrate, come fondazioni, muri controterra, vasche, piscine e serbatoi
Progettare correttamente un sistema impermeabilizzante liquido
La progettazione di un sistema impermeabilizzante, secondo la UNI 8178-2, richiede una valutazione coordinata di tutti gli strati che compongono il pacchetto di copertura.
Il sistema impermeabilizzante applicato liquido comprende il prodotto impermeabilizzante, gli accessori e tutti gli elementi necessari a costituire l’impermeabilizzazione e/o l’elemento di tenuta del sistema di copertura.
Per definire una soluzione conforme è possibile fare riferimento, tra gli altri aspetti, ad alcune condizioni progettuali previste dalla UNI 8627-2.
Pendenza della copertura
L’elemento di tenuta deve prevedere una pendenza minima dell’1% verso i punti di raccolta. In particolare, si distinguono:
- Coperture orizzontali, con pendenza <1%
- Coperture sub orizzontali, con 1% < pendenza < 5%
- Coperture inclinate, con pendenza >5%
Livello di accessibilità
In fase progettuale è necessario stabilire il livello di accessibilità previsto per la copertura. La copertura può essere:
- Solo ispezionabile, per la manutenzione della stessa o delle unità tecniche presenti in copertura
- Accessibile ai pedoni a uso residenziale
- Accessibile per il transito di automezzi e pedoni, come nel caso di pavimento galleggiante
- Progettata per coperture a verde e/o per destinazioni speciali
Caratteristiche dell’elemento portante
L’elemento portante deve essere valutato in base alle sue caratteristiche geometriche, che possono essere planari, curve o a doppia curvatura.
È inoltre necessario considerare la conformazione del piano di appoggio degli elementi o degli strati, continuo o discontinuo, oltre alla soluzione costruttiva, che può essere monolitica o frazionata.
Quelli descritti sono solo alcuni degli aspetti che intervengono nella progettazione di una copertura. La corretta definizione del sistema richiede infatti la valutazione complessiva delle diverse condizioni al contorno.
Norme e riferimenti tecnici per i prodotti impermeabilizzanti liquidi
Le norme tecniche in Italia possono essere distinte in base alla loro origine: UNI per le norme nazionali, EN per le norme europee e UNI EN per le norme europee recepite a livello nazionale.
Nel settore dei prodotti impermeabilizzanti liquidi esistono diversi riferimenti normativi, ciascuno dedicato a specifiche tematiche della protezione delle opere. Le applicazioni possono riguardare, ad esempio, coperture a vista, opere interrate, terrazzi, balconi e tetti giardino.
La norma di riferimento in Italia per i prodotti impermeabilizzanti applicati in forma liquida è la UNI 11928-1:2023, che definisce requisiti, prestazioni, destinazioni d’uso e classificazioni in base allo scenario applicativo.
UNI 11928-1:2023
La UNI 11928-1:2023 definisce requisiti e classificazioni dei prodotti impermeabilizzanti applicati in forma liquida.
La norma individua i requisiti minimi prestazionali, le destinazioni d’uso e la classificazione delle prestazioni in relazione allo specifico scenario applicativo. In particolare, classifica in modo puntuale le destinazioni d’uso nell’ambito delle coperture, distinguendo tra superfici praticabili o non praticabili, coperture protette, tetti verdi, tetti zavorrati e rovesci.
Tra i requisiti minimi prestazionali viene considerata, ad esempio, la durabilità dei prodotti. Per quanto riguarda le prestazioni, la norma prevede classificazioni basate su prove e metodi quali impermeabilità, assorbimento capillare, permeabilità all’acqua, adesione per trazione diretta, crack bridging dinamico, reazione al fuoco e resistenza all’urto.
Regolamento europeo CPR (UE) 2024/3110
Il regolamento europeo CPR (UE) 2024/3110 stabilisce disposizioni relative all’uso o agli usi previsti dei prodotti da costruzione.
I prodotti da costruzione che rientrano nel campo di applicazione di una norma armonizzata, per poter essere immessi sul mercato, devono essere accompagnati da DoP, Dichiarazione di Prestazione, e Marcatura CE.
Anche i prodotti destinati al mondo delle coperture, compresi i prodotti impermeabilizzanti liquidi, devono soddisfare, attraverso il loro utilizzo, i requisiti di base di un’opera di costruzione. Tramite le norme armonizzate e i documenti per la valutazione europea, EAD, i sistemi impermeabilizzanti dispongono di valori soglia delle prestazioni riferite alle caratteristiche essenziali per una determinata destinazione d’uso.
EAD 030350-00-0402, ex ETAG 005
L’EAD 030350-00-0402 è il riferimento europeo per la marcatura CE, di natura volontaria, dei sistemi liquidi per coperture.
La Valutazione Tecnica Europea, ETA, consente di valutare il sistema impermeabile e di assumere parametri e indicazioni fondamentali per individuare la soluzione più adatta allo specifico contesto applicativo.
Tra le norme armonizzate europee recepite a livello nazionale, secondo il D.Lgs. 106/2017, e connesse al settore delle impermeabilizzazioni liquide, rientrano:
- UNI EN 15814, relativa ai rivestimenti per impermeabilizzazione di elevato spessore a base di bitume modificato con polimeri
- UNI EN 1504-2, relativa ai prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione delle strutture di calcestruzzo, Parte 2: Sistemi di protezione della superficie di calcestruzzo
- UNI EN 14891, relativa ai prodotti impermeabilizzanti applicati liquidi da utilizzare sotto le piastrellature di ceramica incollate con adesivi
Il regolamento 2024/3110 introduce, per la prima volta, anche requisiti relativi alla sostenibilità, alla durabilità e al Passaporto Digitale di Prodotto.
Criteri qualitativi per la scelta di un sistema impermeabilizzante liquido
Oltre agli aspetti progettuali e normativi, la scelta di un sistema impermeabilizzante liquido deve considerare ulteriori parametri qualitativi, legati alle prestazioni ambientali, energetiche e di sicurezza.
Sostenibilità e CAM
L’EPD, Environmental Product Declaration, basata su LCA secondo la UNI EN 15804, consente di esprimere e certificare gli impatti ambientali del prodotto.
Questo documento è strettamente collegato ai CAM, i Criteri Ambientali Minimi richiesti negli appalti pubblici.
Cool Roof: efficienza energetica e vita utile della copertura
Le coperture Cool Roof contribuiscono a ridurre l’assorbimento di calore. Questo può migliorare l’efficienza energetica estiva e favorire una maggiore durabilità della copertura.
La prestazione viene valutata attraverso l’SRI, Solar Reflectance Index, secondo ASTM E1980.
Comportamento al fuoco dei sistemi liquidi impermeabilizzanti
Quando si affronta il tema della sicurezza in caso di incendio, occorre considerare la capacità di un elemento di mantenere per un tempo definito determinati parametri in presenza di incendio e temperature elevate.
In particolare, è possibile distinguere tra:
- Resistenza al fuoco, cioè la capacità di un elemento di mantenere per un tempo prefissato alcuni parametri in condizioni di incendio e temperatura elevata, secondo EN 13501-2
- Reazione al fuoco, cioè la risposta di un prodotto che contribuisce, attraverso la propria decomposizione, a un incendio al quale è esposto, secondo EN 13501-1
Per i sistemi impermeabilizzanti liquidi assume particolare importanza il comportamento al fuoco esterno delle coperture, regolato dalla EN 13501-5, relativa alla resistenza all’incendio esterno di tetti e coperture.
La norma disciplina il comportamento al fuoco di un insieme di strati funzionali di copertura esposto a una fonte di innesco esterna che genera un principio di incendio. Le classi di prova previste sono quattro: t1, t2, t3 e t4, descritte nella UNI CEN/TS 1187.
La determinazione di questo parametro è richiesta in diversi casi, tra cui:
- Mancanza di resistenza al fuoco delle coperture Froof
- Presenza di condizioni di aggravio del rischio incendio, secondo EN 13501-5 e UNI CEN/TS 1187
- Coperture con fotovoltaico, per le quali è richiesta particolare attenzione come previsto dal DCPREV1324
- Presenza di impianti in copertura che generano aggravio di rischio
- Alto carico di incendio dell’edificio
Alcune importanti e sostanziali revisioni riguardanti la progettazione combinata del sistema impermeabilizzante e dell’impianto fotovoltaico, con la definizione degli scenari che possono derivare dall’installazione di un pannello FV, sono attualmente oggetto di revisione da parte delle autorità italiane coinvolte, nello specifico il Ministero dell’Interno e il suo Dipartimento dei Vigili del Fuoco.
Preparazione dei supporti e posa a regola d’arte
La qualità della posa incide in modo determinante sulla funzionalità del sistema impermeabilizzante applicato.
Prima dell’intervento è necessario valutare il supporto nelle sue caratteristiche geometriche, strutturali e fisiche, considerando anche il contesto d’uso e le condizioni climatiche in cui avverrà la posa.
È inoltre fondamentale distinguere e classificare le principali tipologie di supporto, analizzando parametri quali resistenza meccanica, stabilità, coesione, pulizia, pendenza, temperatura e punto di rugiada, contenuto di umidità, planarità, rugosità, fessurazioni e discontinuità.
Resistenza meccanica del supporto
Il supporto deve essere idoneo a sostenere i carichi di esercizio previsti dal progetto strutturale.
Stabilità dimensionale
Il supporto deve essere dimensionalmente stabile e stabilizzato. Questo requisito è necessario per evitare la formazione di stati tensionali non previsti nel sistema impermeabile applicato liquido.
Coesione del sottofondo
Il supporto deve risultare perfettamente coeso. Non devono essere presenti parti o componenti incoerenti o in fase di distacco.
Tra gli esempi rientrano lattime cementizio, scaglie di ardesia, porzioni di membrana in fase di delaminazione, porzioni “scartellate” in supporti cementizi, strati superficiali di ruggine nei materiali metallici, piastrelle distaccate e, più in generale, qualsiasi materiale incoerente con il sottofondo.
Pulizia della superficie
L’intera superficie del supporto deve essere pulita e priva di materiali che possano compromettere l’adesione del sistema impermeabilizzante.
Devono quindi essere rimossi polveri e materiali non aderenti, boiacca cementizia, ruggine, parti distaccate o in fase di distacco, residui di vernici, oli e grassi, prodotti distaccanti e residui in genere. La pulizia è una condizione essenziale per garantire la corretta adesione del sistema impermeabilizzante.
Pendenza dell’elemento di tenuta
La pendenza dell’elemento di tenuta è sempre necessaria, come indicato dalla UNI 8178-2.
La pendenza deve essere almeno dell’1% e deve essere orientata verso la linea di conversa e/o verso gli elementi di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche. L’obiettivo è evitare la formazione di zone di ristagno d’acqua.
Sono ammessi ristagni localizzati, ad esempio in corrispondenza dei sormonti dell’armatura di rinforzo e degli accessori del sistema impermeabile applicato liquido, quando previsti. Possono inoltre verificarsi ristagni in presenza di variazioni di spessore o di altezza del supporto, come sovrapposizioni di membrane prefabbricate, pannelli prefabbricati in genere e situazioni analoghe.
Temperatura, ambiente di posa e punto di rugiada
Il supporto e l’ambiente di posa devono presentare temperature idonee all’applicazione del sistema impermeabilizzante. Questo requisito è necessario per garantire l’adesione del prodotto impermeabilizzante applicato liquido, in conformità alla UNI 11928-1, e la sua stabilità chimico-fisica.
L’intervallo di temperature entro cui il prodotto impermeabilizzante applicato liquido può essere utilizzato deve essere indicato in modo esplicito nella scheda tecnica del produttore.
Nel momento della posa e durante le fasi di asciugatura, catalizzazione e/o essiccazione del prodotto, la temperatura del supporto deve essere superiore di 3 °C rispetto al punto di rugiada. Anche questo aspetto è necessario per garantire l’adesione del prodotto impermeabilizzante applicato liquido, in conformità alla UNI 11928-1.
Contenuto di umidità del supporto
Il contenuto di umidità del supporto deve essere idoneo a garantire l’adesione del prodotto impermeabilizzante applicato liquido, in conformità alla UNI 11928-1, e la stabilità chimico-fisica dello stesso.
Il valore massimo di umidità residua ammesso deve essere indicato in modo esplicito nella scheda tecnica del produttore del prodotto impermeabilizzante applicato liquido. Deve inoltre essere specificata la massa volumica del prodotto costituente il supporto di posa a cui tale valore si riferisce.
Quando previsto dal produttore, il supporto può essere trattato con uno strato idoneo al controllo dell’umidità residua, così da renderlo adatto alla posa.
Planarità
La valutazione della planarità non è richiesta nel caso di sagome e geometrie complesse del supporto da impermeabilizzare. Rientrano in questa casistica, ad esempio, geometrie curve, geometrie variabili come scale, lamiere grecate e soluzioni similari.
Rugosità
Il supporto deve presentare una rugosità adeguata alla stesura del sistema impermeabilizzante.
Elementi ausiliari del sistema impermeabilizzante
All’interno di un sistema impermeabilizzante liquido, alcuni elementi ausiliari svolgono una funzione fondamentale per il corretto comportamento del sistema.
Tra questi rientrano:
- Primer, che favorisce l’adesione e riduce i fenomeni di soffiatura
- Armatura di rinforzo, che migliora la distribuzione degli sforzi e il controllo dello spessore
- Top coat o strato di rivestimento, quando necessario, utile a migliorare estetica, durabilità e resistenza agli agenti esterni
Gestione dei dettagli applicativi
La corretta gestione dei dettagli è un aspetto essenziale per la funzionalità complessiva del sistema impermeabilizzante.
Fessure e crepe
Il trattamento di fessure e crepe varia in base alla loro ampiezza.
In particolare:
- Per piccole aperture è possibile compensare con il prodotto
- Per aperture di media entità è necessario utilizzare fasce di rinforzo
- Per grandi aperture, fino a 10 mm, occorre prevedere l’impiego di un mastice, combinato con fasce di rinforzo
Angoli, bocchettoni e scarichi
In corrispondenza di angoli, bocchettoni e scarichi è richiesto l’utilizzo di accessori specifici, come bandelle, fazzoletti e componenti preformati.
Durabilità, vita utile e manutenzione del sistema
La durabilità indica la capacità del sistema di mantenere le proprie prestazioni nel tempo. La vita utile, invece, rappresenta l’intervallo entro il quale la copertura può svolgere la propria funzione senza richiedere interventi straordinari.
Il Piano di Manutenzione, secondo la UNI 11540, è un documento essenziale e comprende:
- Manuale d’uso
- Manuale di manutenzione
- Programma di manutenzione, con tempi e modalità di ispezione
Sistemi Impermeabilizzanti Liquidi: soluzioni tecnologiche complete
I Sistemi Impermeabilizzanti Liquidi non possono più essere considerati semplici prodotti, ma vere e proprie soluzioni tecnologiche complete. L’evoluzione del quadro normativo, sia europeo sia nazionale, sta orientando il settore verso standard sempre più elevati di qualità, sicurezza e sostenibilità.
Gruppo PML è composto da aziende leader di mercato che da anni producono impermeabilizzanti liquidi, anticipando con le proprie soluzioni innovative i precetti dichiarati dalle più severe normative in ambito internazionale, che trovano nella Norma UNI 11928-1 la loro perfetta sintesi.
Le aziende che compongono Gruppo PML sono Casali, Ha Italia, Icobit Italia, Kerakoll, Sika Italia, Soprema, Torggler, Triflex Italia, Volteco, Westwood Italia e Winkler Chimica.